CHI SIETE? Lettera ai giovani  ispirata ai principi della Scienza dello Spirito.

tratto dall’ultimo libro di Loretta Martello “CARI RAGAZZI, non lasciatevi strappare la volontà”, ed. Cerchio della Luna, 2019.

Cari ragazzi,

certo queste mie parole vi sembreranno dettate da una mente antica (come è sempre stato in tutti i tempi nel contrasto tra generazioni), da un pensiero che crede d’insegnarvi qualcosa di buono e socialmente utile, mentre voi sapete già così tanto e vedete così avanti rispetto a noi, adulti e anziani di altri tempi.

Bene, avete ragione.

Noi non abbiamo proprio nulla da insegnarvi e la vostra ribellione rispetto al mondo che vi abbiamo preparato ha infinite giustificazioni. Vi abbiamo preparato un mondo fatto di illusioni, privo di significato, fondato su beni materiali, incastrato dentro nodi di menzogne ed egoismi d’ogni sorta mascherati da falsi ideali. Abbiamo faticato per prepararvi un mondo così, convinti che ogni forma di benessere materiale potesse nutrire la vostra anima, e non abbiamo capito che la vostra anima è immensamente più dilatata della nostra e non può accontentarsi di un tacito adeguamento a quelli che noi definiamo “valori”.

Voi vi chiedete quali sono i valori sui quali è fondata la nostra vita e noi possiamo dire che abbiamo creduto nel lavoro, nell’impegno, nella famiglia, che abbiamo dato tante forze per questo, mentre voi avete trovato tanti beni già pronti, preparati prima da noi e ora regalatevi da telefonini e computer, dove cliccando un pulsante trovate ogni risposta, comunicate con chi volete, raggiungete ogni parte del mondo.

Siamo delusi da voi e da come non riuscite a progettare il vostro futuro, a come siete carenti nella volontà, mentre usate i vostri pensieri, rapidi e disincantati, per emettere giudizi impietosi. E voi siete delusi da noi, così pedanti, così pronti a rimarcare “sapessi una volta io…”

“Io”, questo Io che ha sempre ragione, il vostro “Io” come il nostro “Io”, e non pensiamo che l’Io evolve con il tempo, non riflettiamo sul fatto che il nostro Io è maturato in un tempo semplice, un tempo essenziale, destinato a mutare a velocità supersonica, e che in questo vortice si è inserito il vostro Io con la vostra Anima.

Siete purezza cristallina dentro il vorticoso mutare del tempo, dove vi siete inseriti al momento della nascita, per trovare poi, un istante dopo, mutato l’elemento vibratorio di quell’istante. E avete dovuto correre con il tempo, dietro al tempo che correva, dietro a noi che correvamo dietro al tempo, mentre l’anima gridava “fermati!”. “Mamma e papà fermatevi! Guardatemi!”.

Vi abbiamo preparato un mondo ingrato, che corre dietro il tempo senza sapere dove va, che accumula ricchezze senza sapere che farne, che lavora sempre per poter andare poi in vacanza, e intanto smarrisce la vacanza per il cuore. Ma la vacanza per il cuore c’è sempre, in ogni istante del tempo. Fermatevi! Guardatemi!

Che disperato grido d’aiuto! Non corre forse il tempo perché dentro esso l’Io trovi il suo proprio tempo? Perché il cuore trovi se stesso? Allora ciò che si può dire è che vi fermiate voi ragazzi, e che fermiate anche noi che stiamo correndo con voi verso il non senso, che rallentiate questa corsa senza scopo, una corsa che corre anche quando siete fermi. Sembra che il senso sia correre, e la sosta diventa noia, allora l’alternativa è correre ancora, perché la noia annoia e ci pone nella condizione di farci domande, alle quali non vogliamo rispondere e non sappiamo rispondere. Quante volte, di fronte allo sguardo curioso che avevate da bambini, quando ci chiedevate qual è il senso della vita, non abbiamo saputo rispondere! Nelle vostre domande si nascondeva una grande forza, la forza che noi non abbiamo saputo cogliere e coltivare in voi. Non abbiamo saputo dirvi quanto siete preziosi!

Quando vi guardo negli occhi mi sembra di vedere le profondità di un oceano e tra le sue onde impulsi di vita, volontà e amore. Se avessimo saputo sondare anche solo una piccola parte di questo oceano in voi, avremmo visto ciò che siete venuti a portare sulla Terra, in “quest’atomo opaco del Male[1], che coraggiosamente avete scelto per portarvi il bene, per portarvi le forze di un’insolita trasformazione.

Ma oggi il sentimento che più vi caratterizza è la collera, l’atteggiamento che più adottate è il “lasciarsi vivere”. Passate dal fumo della cannabis a internet, poi a una monotona uscita con amici, un pranzo in famiglia carico di rancorosi silenzi, e poi chiusi nelle vostre stanze, con l’inseparabile telefonino in mano, uniti al mondo, ma soli nel cuore, senza uno sguardo verso una meta, senza una meta a colmare lo sguardo.

Vostra madre lava i piatti, a volte piangendo, vostro padre guarda la tv cercando di eludere ciò che gli fa male. Nei loro pensieri c’è la delusione e il fallimento, la colpa d’aver sbagliato qualcosa. Vagano alla ricerca del motivo, del quando e come è successo tutto questo. “Era diverso quando era bambino”, pensano, “non lo riconosco più”, “cosa è successo, dove ho sbagliato?”

Nelle vostre stanze voi intanto macinate giudizi su di loro, pensate che sono “apprensivi, vittimisti, lavoratori incalliti, saccenti, incapaci di capirvi, socialmente avvizziti”, e mentre pensate questo avvertite un senso di colpa che vi dà altro malessere e genera rabbia. E a loro, ai genitori, spesso donate la rabbia, non la colpa elaborata in una sana comprensione e compassione.

Così il ciclo della sofferenza si perpetua, nella chiusura dei cuori e nell’impoverimento della volontà.

Dove avete lasciato la volontà? Dove l’avete smarrita?

Questo non lo sapete, non lo sapete davvero. Dite spesso: “vorrei fare una cosa, ma non ci riesco”, “mi sento bloccato”, “è più forte di me”. Se qualche persona che stimate vi chiede da dove pensate derivi questo stato di blocco, dite sempre “non lo so”. Eppure, la vostra mente è acuta, spesso anche profonda, vede bene e scava dentro i limiti degli altri con notevole forza, ma dentro voi stessi non sa penetrare. “Non lo so”. Abbassate spesso lo sguardo nel dire queste parole. Nascondete il vostro Io a voi stessi. L’Io si nasconde a se stesso e agli altri. Ed è l’unico momento in cui si può percepire in voi qualcosa di simile all’umiltà.

È stata soffocata in voi la volontà. Non è colpa vostra, né dei vostri genitori, siamo stati noi, noi tutti. Cercherò di spiegarvi perché. Perdonateci e non buttatevi via.

Qualcuno vi considera una “razza nuova”, discesa da qualche remota stella, senza confronti con le precedenti; incomprensibili, contraddittori, ingenui, disarmanti, aggressivi e miti ad un tempo. Sembra che viviate nel mondo senza essere del mondo. Queste parole le aveva dette anche Qualcuno che noi non siamo riusciti a farvi amare, ma nel quale potreste riconoscere qualcosa di molto simile a voi se lo incontraste per strada. Egli diceva: “Siate nel mondo, ma non del mondo[2]. Tuttavia, il vostro modo di essere nel mondo è strano, poiché del mondo prendete molte delle cose che vi offre e al contempo rifiutate “il male” che queste cose provocano in voi, senza tuttavia evitarle. Quando vi dimenticate del mondo siete straordinariamente belli, portate una luce che a volte stupisce piacevolmente, a volte spaventa, a volte incuriosisce, ma voi raramente sapete di averla. Di quello che provocate alla gente della nostra generazione non avete alcuna consapevolezza, nemmeno di quanta curiosità suscitate a chi tra noi vi guarda con affetto, di quanto desiderio accendete in noi di potervi conoscere.

Scesi da altri mondi viaggiate come stranieri in questa Terra frastornata di non senso e quando non siete arrabbiati fate domande simili a quelle che poneva il Piccolo Principe: “Mi disegni, per favore, una pecora?”[3] E poi, quando qualcuno prova a disegnarvi una pecora non siete mai soddisfatti, finché vi si disegna una cassetta e vi si dice che dentro ci sta una pecora. E allora siete contenti.

Noi facciamo assai fatica a entrare nel vostro mondo di domande e di misteri, ma quando qualcuno tra noi ci riesce, un sorriso che nascondete a fatica si fa breccia sull’estenuante apatia che portate come un sacco sulle spalle, si accende una specie di nuova gioia, simile a quella di un bimbo che si è conquistato un cioccolatino e che se lo mette frettolosamente in tasca per andarselo a gustare in qualche posto indisturbato. Ecco, è strano davvero questo vostro modo di essere nel mondo. Basta che qualcuno sia in grado di dirvi che la pecora che volete conoscere sta nascosta in una cassetta, o meglio, che ogni cosa visibile è celata nell’invisibile, e allora sembrate soddisfatti. Non sembrerebbe difficile! Per noi che siamo nati in un mondo contadino, essenziale, semplice, e abbiamo reso tutto complicato nel tentativo di facilitarvi la vita, voi chiedete ancora ciò che è semplice. Chiedete la semplice Verità.

Ma la vostra anima è antica più della nostra, ha in sé saggezze che non sappiamo comprendere e una moralità naturale che rifiuta le leggi. È bella. Tenacemente bella. È pulita e non vuole essere sporcata. Ha fame di cibo vero, ha sete d’acqua cristallina, ha segreti da comunicare e doni da offrire.

È vero. Siete una razza nuova. Volete scoprirvi senza le nostre leggi. Volete le vostre risposte, non le nostre.

Quali sono le vostre risposte?

Dovete trovarle in voi ed offrirle al mondo, perché le nostre, in qualsiasi modo vengano poste non vi soddisfano. Se sono buone vi annoiano perché le considerate sorpassate, pedanti, noiose, moralistiche; se sono logiche vi sembrano scontate, irrilevanti, insufficienti, banali; se sono provocatorie ve ne andate con un’alzata di spalle pensando che siamo irritanti. Non siete certo facili. E tuttavia quello che la vostra anima chiede ha qualcosa che supera tutto ciò che possiamo offrirvi.

La Verità ha molti aspetti, ma la vostra sembra collocarsi su un piano superiore. Si potrebbe definire un livello di Coscienza da noi difficilmente raggiungibile. La regalità interiore che possedete non cede alle esperienze che sono servite a noi per diventare adulti e che vorremmo trasmettere a voi. Siete nati prìncipi e non potete diventare sudditi. Solo che non lo sapete. E non riconoscete il trono in cui siete seduti. Non riconoscete il diamante luminoso che brilla al centro dell’anima vostra. Non sapete che la collera irrefrenabile che spesso vi domina è quella luce non riconosciuta, quella forza non vissuta, quella dignità violata dai confini del tempo in cui siete.

Coraggio, guardatevi! Lo sguardo deve volgersi all’interno se volete capire chi siete; se volete ricordare la vostra origine; se volete conquistare il trono che già vi appartiene; se volete collaborare con il destino anziché subirlo; se volete che il viaggio in questa Terra sia ricco d’incontri, di esperienze, di conoscenza e amore.

Ricordate la vostra origine. Siete venuti a portare un messaggio nuovo. Da tempo vi stavamo aspettando. Dovete superare tutti gli inganni in cui vi abbiamo fatto inciampare.

Ora proverò a raccontarveli, affinché, riconoscendoli, li possiate trasformare. E se quello che dirò, ancora non basterà a comprendere tutti i nostri errori, aggiungete voi ciò che è necessario.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto perché ci aiutiate ad aiutare voi, quello che siete, quella pietra preziosa che si fa liquida nell’oceano dei vostri occhi per vedere la vita nel suo riflesso azzurro: il colore dell’anima. Per vedere l’anima nelle cose della Terra e colorarle dei colori dell’oceano vivente nell’intimo dell’essere vostro.

Le infinite magiche cose che abitano in voi attendono di essere scoperte e vissute affinché la vostra Anima scelga la Libertà, il vostro Spirito l’Integrità, la vostra Vita la Dignità.

Siete nati per portare Luce. Non negatela a voi stessi, fate in modo che possiamo aiutarvi a Risplendere.

Note:

[1] Giovanni Pascoli, “10 agosto (San Lorenzo)”.

[2] Frase abbreviata relativa a Giovanni, 17, 14.

[3] Antoine de Saint-Exupéri, “Il Piccolo Principe”.

Il libro CARI RAGAZZI, si può richiedere in libreria oppure online

www.cerchiodellaluna.com  –   www.macrolibrarsi.it   –  www.ilgiardinodeilibri.it

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