Perché non capisconooooo !!! ???

Il dramma della dissonanza cognitiva.

“Perché non capiscono?”

Questa domanda, o meglio, questo urlo dell’anima, abita in tutti coloro che stanno lottando per la Verità, in tutti coloro che, da quasi due anni, hanno chiaro come nell’attuale sistema di governo ci sia un oltraggio grave alla libertà, ossia al valore fondamentale di ogni essere umano, al valore più sacro che un essere umano possiede.

Sembra davvero strano che una maggioranza di persone non veda e non comprenda quello che sta accadendo. E se da una parte verrebbe voglia di urlare “svegliatevi!”, dall’altra è importante cercare di comprendere cosa accade nelle loro menti e nei loro cuori.

Si parla molto di dissonanza cognitiva, sulla quale non si può non concordare. Ma perché? Perché la gente è caduta in dissonanza cognitiva, in dissociazione mentale, in una sorta di assenza di pensiero logico, al punto da far pensare che veramente i normali circuiti neuronali non funzionino più?

Davanti alle più evidenti contraddizioni imposte dal sistema, davanti alle incoerenze più estreme, ancora si dà ragione al sistema. 2+2 fa 5? Ebbene sì. 2+2 fa 5. Così afferma oggi una gran parte dell’umanità.

In questi due anni non c’è stato un giorno in cui non mi sia chiesta cosa stia accadendo alla mente della gente. All’inizio ero abbastanza sicura che le persone si sarebbero accorte, poi ho cominciato ad essere amaramente stupita che questo non accadesse, poi terribilmente delusa, disperata e rassegnata. E poi… poi mi sono rialzata e ho cercato di capire.

Però, se metto insieme tutte le conoscenze di psicologia e neurologia, e l’esperienza quotidiana che vivo a contatto con l’anima umana da oltre trent’anni, non riesco ad avere una spiegazione convincente.

All’inizio pensavo che la gente fosse paralizzata dalla paura – e questo è stato sicuramente vero sul principio –  ma in tutto questo tempo qualche “vacanza” dalla paura è stato possibile prenderla, qualche momento di calma per ragionare c’è sicuramente stato per tutti. Poi ho cercato di rispolverare alcuni esperimenti di psicologia, nei quali è stato dimostrato che l’obbedienza all’autorità è un tema ancora molto presente nell’umanità di oggi, così come l’adeguamento alle idee comuni, poiché sostenere lo sforzo di dissentire dall’autorità o dall’opinione della maggioranza, richiede uno sforzo e una sicurezza in sé, ancora troppo lacunosi.

S. Freud, nel suo bel libro “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, vedeva con chiarezza come l’Io individuale tenda a dissolversi nel gruppo.

Tuttavia, è anche vero che chi non si riconosce nel sistema non è totalmente solo oggi di fronte alla massa, o di fronte all’autorità. Se si stima che siamo il 33%, vuol dire che ogni tre persone ne possiamo trovare una che ha un pensiero simile al nostro, e questo permette di non soffrire più di isolamento, di non riconoscimento, di non appartenenza. Ma se anche non fossimo il 33%, fossimo anche soltanto il 10%, o addirittura l’1%, lo stesso possiamo trovare una persona su 100 che condivide il nostro pensiero.

Quindi credo che non sia sufficiente la giustificazione della riverenza all’autorità, o quello di adeguamento al pensiero comune per mancanza di forza personale o di sostegno da parte di altri.

Certo è vero, ci vuole forza per dissentire, forza per disubbidire, forza per opporsi, forza per mantenere saldi i propri ideali, forza per stare fuori dal gruppo, ma non si è soli, non siamo soli, siamo tanti, anche se in minoranza, siamo tanti.

La Scienza dello Spirito insegna che questa è l’epoca dell’Anima Cosciente, ma purtroppo il livello di coscienza è ancora molto basso non solo nella maggioranza delle persone, ma anche in chi sta ai vertici della politica, dell’economia, dell’informazione, della scienza e perfino della religione. Non c’è Coscienza, e siamo molto in ritardo rispetto allo Spirito del Tempo e a ciò ch’Egli vuole fecondare nell’anima umana.

Ma la cosa ancora più tragica è che, oltre al mancato sviluppo di un’Anima Cosciente, la maggioranza degli esseri umani non ha ancora raggiunto l’Anima Razionale (la cui maturazione dovrebbe essersi compiuta già dagli inizi del quindicesimo secolo) o forse l’ha perduta, dal momento che accetta che 2+2 fa 5.

Cos’è successo?

Molti fattori hanno contribuito a fare dell’uomo un essere mutilato nell’Anima Razionale e nell’Anima Cosciente: un’educazione scolastica priva del senso che un bambino può dare alla vita; una medicina che conosce soltanto il corpo fisico dell’uomo e nient’altro; un’alimentazione prosciugata della linfa vitale; un mondo mediatico e tecnologico che inaridisce ogni facoltà pensante; la ricerca di un benessere esclusivamente materiale; i dogmatismi religiosi da un lato e la rincorsa a sfrenati e distorti piaceri sessuali dall’altro… e molto, molto altro hanno portato a ciò che vediamo oggi, con stupito orrore, agire nelle anime umane.

L’adeguamento a una società senza cuore e senza scopo ha sedotto milioni di giovani che erano le nostre speranze, gli ex “bambini indaco” nei quali molta fiducia avevamo posto, noi delle precedenti generazioni, affinché portassero il cambiamento di coscienza tanto atteso.

E invece i primi ad adeguarsi sono stati proprio loro, i giovani, quelli che in casa urlano contro i genitori e fuori si sottomettono al potere con così elevata assenza di critica!

Dove si è smarrito il loro grande potenziale spirituale? Gliel’abbiamo rubato noi, purtroppo, preparando loro il mondo che abbiamo preparato.

 

Ma andiamo avanti. Dunque, a cosa è dovuta questa dissonanza cognitiva?

Obbedienza alle leggi imposte, adeguamento ai modelli proposti dal mondo mediatico, mancanza di autentica forza interiore e di autonomia del pensiero, tutto questo è sostenuto da un sentire dove dominano paura, rabbia e anche invidia. La rabbia e l’invidia si sono aggiunte alla paura in tutti coloro che credono alla narrazione ufficiale. Rabbia e invidia si scagliano nei confronti di coloro che hanno saputo sottrarsi all’abominio di ciò che viene imposto.

E questi sentimenti negativi, uniti alla debolezza di un “Io” che non sa reggersi su se stesso, hanno sicuramente contribuito ad arrestare il libero e autonomo flusso del pensiero.

Ma nonostante finora si sia capito questo, io credo che il problema stia altrove, stia ancora più in profondità. Credo che il vero problema coinvolga gli strati più profondi dell’Essere, ed è il problema della Verità.

Il principio di ogni cosa, la spiegazione di ogni cosa, si trova nella natura spirituale che è in noi, nella nostra Natura Superiore, che oggi si tenta di calpestare così duramente.

C’è da chiedersi perché qualcuno ha intuìto subito l’inganno che si stava preparando per l’umanità, e altri non l’abbiano né intuìto né visto, nemmeno ora che le ambiguità si fanno sempre più assurde e sempre più evidenti, nemmeno ora che la morsa stringe sempre di più.

Al centro del nostro Essere abita la Verità. Siamo tutti figli della Verità, indipendentemente da ciò in cui crediamo.

Gesù ha detto: “Chi è dalla verità ascolta la mia voce”.

Ascoltare la voce del Cristo Gesù significa approdare all’intima sostanza di cui è intessuto il nostro Io. Ma per arrivare a quella sostanza è necessario stare nella Verità, vivere in Verità, dire la Verità. Significa guardarsi profondamente dentro, mettersi in ascolto della propria Voce Interiore, significa accogliere il silenzio e la solitudine, e non di rado anche il dolore, senza fuggire. Non è un caso se coloro che “capiscono” sono per la maggior parte persone che si sono risvegliate dopo un’esperienza dolorosa e successivamente hanno fatto percorsi personali di autoconoscenza o percorsi spirituali; oppure persone che hanno saputo vivere nella semplicità e nella purezza del loro cuore.

Nel cuore sta la Verità. Lì, il nostro Io Superiore, la scintilla divina in noi, ci parla, e se siamo sinceri con noi stessi e con gli altri, quella Voce ci diviene sempre più nota e ci guida in tutte le molteplici situazioni della vita, anche le più impreviste. Essa è come un faro che sempre ci dice cos’è e dov’è la Verità.

Chi è dalla verità ascolta la mia voce”.

“E Pilato disse: cos’è la verità?”

A questa domanda Gesù tace. Egli non può dare risposte, perché la risposta ognuno la deve trovare in sé; perché la risposta non riguarda qualcosa che viene da fuori, dal mondo che Pilato rappresenta e nel quale tutti noi viviamo.

Cos’è la Verità?

Si può dire che la Verità è un’obbedienza, un mite e dolce “Sì” a ciò che abita nel nostro cuore.

Siate nel mondo, ma non del mondo”.

Non è l’obbedienza al sistema, è l’obbedienza alla voce del cuore.

In questi lunghi mesi d’inganni e menzogne, dove i maggiori nostri nemici non sono più soltanto i nostri governanti, bensì spesso i nostri vicini, e persino i nostri famigliari, si è tuttavia rafforzata l’adesione all’intima Verità, alla voce divina in noi.

La sofferenza che ogni giorno viviamo, poiché ogni oltraggio alla Verità lacera l’anima ed è impossibile evitarla, ci rende però più forti e più buoni. E attraverso la bontà ce la faremo.

Quindi, alla domanda: perché non capiscono? Si può rispondere: perché si sono auto impediti l’accesso alla Verità. Hanno creduto nella verità del fuori e non nella verità del dentro, hanno obbedito alla verità di Pilato e non a quella di Gesù.

E di fronte a questo non si può che provare compassione e perdono “perché non sanno quello che fanno”, non sanno quello che pensano e non penetrano in quello che sentono.

Ma a noi sta la certezza, anch’essa riposante nella Verità, che la più alta Verità prima o poi verrà a noi per lenire le nostre ferite e guidarci dolcemente verso Casa.

San Michele 2021

Aggiungo all’articolo precedente, che pubblicai qualche anno fa, alcune riflessioni sulla situazione attuale, che richiama da più parti la preghiera e l’invocazione a San Michele, specialmente in questi giorni in cui Egli inizia la sua intensa azione autunnale.

Tutti speriamo in un suo intervento deciso e nella possibilità che queste Tenebre che ci avvolgono e che ci tolgono la Libertà ogni giorno di più, possano essere vinte dalla sua Spada di Luce.

Tuttavia, come già scrissi, non possiamo chiedere disperatamente aiuto e nel frattempo stare a guardare. Siamo stati fin troppo pigri ad osservare un mondo che anno dopo anno, da diversi decenni, sprofondava verso l’abisso.

Dove eravamo? Dov’era in noi la forza micheliana? Siamo stati in grado di sviluppare un pensiero compenetrato di cuore, un cuore compenetrato di pensiero, e una volontà integra e pervasa di contenuti morali?

Forse davanti a queste domande traballa la nostra coscienza, ma queste sono in realtà le autentiche domande micheliane. E poiché tutti stiamo sperando in Lui, se non l’abbiamo ancora fatto, diamoci da fare, in quel po’ di tempo che ancora ci è concesso, a ripulire le tenebre della nostra anima affinché si schiariscano anche le tenebre esteriori, cominciamo a vivere profondamente nella bontà, nella bellezza, nella verità, a maturare quella particolare forza che nasce dalla saggezza del cuore e dal “destarsi all’anima altrui”.

La nostra dolce Italia è toccata in due punti dalla Linea Sacra della sua Spada, questa perfetta linea retta che parte dalla Palestina e arriva in Irlanda. L’Italia è l’unico paese ad avere due luoghi in cui pulsa questo vigore spirituale micheliano, uno è Monte Sant’Angelo in Puglia, l’altro è la Sacra di San Michele in Piemonte.

Ed è per questo che oggi siamo così tormentati. Le forze delle Tenebre si aggirano maggiormente nei luoghi dove irradia la Luce. Esse si contendono questa nostra culla di cultura, di arte, di storia, di spiritualità, ma soprattutto il suo essere territorio del futuro destino dell’uomo (come indicato da Rudolf Steiner). Esse vogliono rubare la natura intima del popolo italiano e la potenzialità delle sue forze evolutive.

Alcuni chiedono: cosa aspetta Michele ad intervenire?

Proviamo a rispondere con le parole di Emil Bock, tratte dal suo libro, “Apocalisse”:

In un’epoca di Michele è difficile far valere l’elemento spirituale: l’arcangelo manifesta a noi il suo amore difficile da comprendere perché si aspetta che noi continuiamo la lotta da lui combattuta in cielo contro le potenze del drago. In un’epoca di Michele c’è sempre il pericolo di un diluvio che inondi l’anima…

E’ della massima importanza, nella struttura generale dell’Apocalisse, che il nome di Michele venga fatto esattamente nel punto centrale del libro, nel cuore… L’Apocalisse rivela così il suo segreto centrale. Si manifesta così essere il vero libro di Michele… E’ lui il regista dietro la scena, la forza propulsiva del dramma…

Michele ama quel che si conquista con fatica più di quel che si conserva con pia devozione. Chi si proietta con volontà verso il futuro si può sottrarre all’incantesimo del drago.

Se meditiamo queste parole, sentiremo profondamente che Michele aspetta noi, specialmente noi del Nord Est, perché la nostra gente è volitiva e la nostra terra è sorgente di forti impulsi rivolti al futuro, di radici per un mondo libero che cresca in comunità e fratellanza. Questo è il “nuovo” verso cui tende Michele e verso cui dobbiamo tendere con fatica e grande volontà, nonostante il diluvio che inonda l’anima.

Michele attende le nostre azioni. Egli non è soltanto il Signore delle milizie celesti, ma anche delle milizie terrestri. Egli è un Essere silenzioso, che osserva attentamente la natura morale del nostro agire, la nostra disciplina, il nostro coraggio.

Volto del Cristo, Guardiano della porta del Sole, Paladino di Maria: questo e molto altro è Michele. Egli ama la Terra e l’umanità. Offriamogli il nostro amore con tutte le nostre forze. Noi dovremmo essere una piccola Luce per la sua Veste Radiosa, una dolce Parola per le sue Benedizioni, un generoso Seme per la sua Saggezza, una Mano aperta per accogliere e continuare la sua Azione.

Facciamo che questo autunno, che si presenta già col cupo aspetto di una profonda sofferenza, possa essere per Lui un momento in cui vede la nostra forza congiungersi alla sua in un’alleanza di fedeltà e amore.

Concludo inoltrando la canzone: “Il peregrino e l’Arcangelo”, di Alba Sali, augurando a noi tutti di far nostre le parole finali: “Offro alla strada tutto il mio impegno, unico desiderio è esserne degno”.

SAN MICHELE, la festa degli uomini liberi

Rudolf Steiner credeva profonda­mente nell’importanza di creare una festa per Michele, per questa Maestà dei mondi spirituali, che oggi è la guida di tutti coloro che con coraggio ed entusiasmo si ac­cingono a trasformare il male in bene.
Il 29 settembre dovrebbe diventare un giorno celebrativo di particolare intensità spirituale, qualora si rico­noscesse nell’Essere di Michele Colui che opera a fianco del Cristo per condurre l’uomo verso la sua autentica meta: la libertà e l’amore. Continua a leggere “SAN MICHELE, la festa degli uomini liberi”

“Negazionisti” della Verità

Dove è stato smarrito il coraggio di “vedere” ?

 

Diversi mesi fa rimasi amaramente colpita da un’intervista in televisione a Umberto Galimberti, nome illustre della cultura italiana, il quale affermava che la gente oggi non vuole vedere come stanno i fatti, e lasciandosi guidare dalle viscere, invece che dal pensiero razionale, nega che esista la pandemia. Citava poi il meccanismo di negazione, quale ce l’ha portato Sigmund Freud, quale difesa che tende ad eliminare dalla mente cosciente ciò che è spiacevole e doloroso. Continua a leggere ““Negazionisti” della Verità”

1° Agosto: la Festa del Grano

Recuperiamo le antiche tradizioni per fecondare l’anima di oggi.

Il primo di agosto è un momento particolare dell’anno. Infatti, ricorre l’apertura di una delle otto porte che ci collegano ai mondi spirituali. L’anno solare offre otto momenti in cui si “assottiglia il confine tra i Mondi”, secondo un’antica, ma sempre attuale, conoscenza. Sono giorni in cui possiamo connetterci con più facilità con le forze divine, in cui sentiamo in modo particolare, nella nostra interiorità, il legame con l’Essere della Terra e con l’Essere del Sole. Continua a leggere “1° Agosto: la Festa del Grano”