San Michele 2021

Aggiungo all’articolo precedente, che pubblicai qualche anno fa, alcune riflessioni sulla situazione attuale, che richiama da più parti la preghiera e l’invocazione a San Michele, specialmente in questi giorni in cui Egli inizia la sua intensa azione autunnale.

Tutti speriamo in un suo intervento deciso e nella possibilità che queste Tenebre che ci avvolgono e che ci tolgono la Libertà ogni giorno di più, possano essere vinte dalla sua Spada di Luce.

Tuttavia, come già scrissi, non possiamo chiedere disperatamente aiuto e nel frattempo stare a guardare. Siamo stati fin troppo pigri ad osservare un mondo che anno dopo anno, da diversi decenni, sprofondava verso l’abisso.

Dove eravamo? Dov’era in noi la forza micheliana? Siamo stati in grado di sviluppare un pensiero compenetrato di cuore, un cuore compenetrato di pensiero, e una volontà integra e pervasa di contenuti morali?

Forse davanti a queste domande traballa la nostra coscienza, ma queste sono in realtà le autentiche domande micheliane. E poiché tutti stiamo sperando in Lui, se non l’abbiamo ancora fatto, diamoci da fare, in quel po’ di tempo che ancora ci è concesso, a ripulire le tenebre della nostra anima affinché si schiariscano anche le tenebre esteriori, cominciamo a vivere profondamente nella bontà, nella bellezza, nella verità, a maturare quella particolare forza che nasce dalla saggezza del cuore e dal “destarsi all’anima altrui”.

La nostra dolce Italia è toccata in due punti dalla Linea Sacra della sua Spada, questa perfetta linea retta che parte dalla Palestina e arriva in Irlanda. L’Italia è l’unico paese ad avere due luoghi in cui pulsa questo vigore spirituale micheliano, uno è Monte Sant’Angelo in Puglia, l’altro è la Sacra di San Michele in Piemonte.

Ed è per questo che oggi siamo così tormentati. Le forze delle Tenebre si aggirano maggiormente nei luoghi dove irradia la Luce. Esse si contendono questa nostra culla di cultura, di arte, di storia, di spiritualità, ma soprattutto il suo essere territorio del futuro destino dell’uomo (come indicato da Rudolf Steiner). Esse vogliono rubare la natura intima del popolo italiano e la potenzialità delle sue forze evolutive.

Alcuni chiedono: cosa aspetta Michele ad intervenire?

Proviamo a rispondere con le parole di Emil Bock, tratte dal suo libro, “Apocalisse”:

In un’epoca di Michele è difficile far valere l’elemento spirituale: l’arcangelo manifesta a noi il suo amore difficile da comprendere perché si aspetta che noi continuiamo la lotta da lui combattuta in cielo contro le potenze del drago. In un’epoca di Michele c’è sempre il pericolo di un diluvio che inondi l’anima…

E’ della massima importanza, nella struttura generale dell’Apocalisse, che il nome di Michele venga fatto esattamente nel punto centrale del libro, nel cuore… L’Apocalisse rivela così il suo segreto centrale. Si manifesta così essere il vero libro di Michele… E’ lui il regista dietro la scena, la forza propulsiva del dramma…

Michele ama quel che si conquista con fatica più di quel che si conserva con pia devozione. Chi si proietta con volontà verso il futuro si può sottrarre all’incantesimo del drago.

Se meditiamo queste parole, sentiremo profondamente che Michele aspetta noi, specialmente noi del Nord Est, perché la nostra gente è volitiva e la nostra terra è sorgente di forti impulsi rivolti al futuro, di radici per un mondo libero che cresca in comunità e fratellanza. Questo è il “nuovo” verso cui tende Michele e verso cui dobbiamo tendere con fatica e grande volontà, nonostante il diluvio che inonda l’anima.

Michele attende le nostre azioni. Egli non è soltanto il Signore delle milizie celesti, ma anche delle milizie terrestri. Egli è un Essere silenzioso, che osserva attentamente la natura morale del nostro agire, la nostra disciplina, il nostro coraggio.

Volto del Cristo, Guardiano della porta del Sole, Paladino di Maria: questo e molto altro è Michele. Egli ama la Terra e l’umanità. Offriamogli il nostro amore con tutte le nostre forze. Noi dovremmo essere una piccola Luce per la sua Veste Radiosa, una dolce Parola per le sue Benedizioni, un generoso Seme per la sua Saggezza, una Mano aperta per accogliere e continuare la sua Azione.

Facciamo che questo autunno, che si presenta già col cupo aspetto di una profonda sofferenza, possa essere per Lui un momento in cui vede la nostra forza congiungersi alla sua in un’alleanza di fedeltà e amore.

Concludo inoltrando la canzone: “Il peregrino e l’Arcangelo”, di Alba Sali, augurando a noi tutti di far nostre le parole finali: “Offro alla strada tutto il mio impegno, unico desiderio è esserne degno”.

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