1° Agosto: la Festa del Grano

Recuperiamo le antiche tradizioni per fecondare l’anima di oggi.

Il primo di agosto è un momento particolare dell’anno. Infatti, ricorre l’apertura di una delle otto porte che ci collegano ai mondi spirituali. L’anno solare offre otto momenti in cui si “assottiglia il confine tra i Mondi”, secondo un’antica, ma sempre attuale, conoscenza. Sono giorni in cui possiamo connetterci con più facilità con le forze divine, in cui sentiamo in modo particolare, nella nostra interiorità, il legame con l’Essere della Terra e con l’Essere del Sole.
Di tali festività, celebrate fin dai tempi remoti e fino ai primi secoli del cristianesimo, legate alla riconoscenza per i frutti della Terra e per gli animali, oggi rimane soltanto qualche traccia. Esse sono sempre momenti di passaggio della Luce, Luce crescente e calante, giorno e notte, vita e morte; e tutto viene sempre riconosciuto nel senso sacrificale della Trasformazione.
Di questi otto momenti, quattro ci sono maggiormente noti e sono i due solstizi e i due equinozi: il solstizio d’inverno con il Natale, il solstizio d’estate con San Giovanni, l’equinozio di primavera con la Pasqua, e l’equinozio d’autunno con San Michele. Tali ricorrenze cadono ogni tre mesi, ma all’incirca a metà di questi cicli, che sono connessi alle quattro stagioni, troviamo sempre altre quattro ricorrenze, che sono legate in modo sottile alla vita di Madre Terra, al suo riposo e alla sua azione. Esse sono nel linguaggio celtico:
1) Festa della Luce Crescente (Imbolc, oggi Candelora), primo di febbraio, a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera;
2) Festa della Fertilità (Beltane), primo di maggio, tra l’equinozio di primavera ed il solstizio d’estate;
3) Festa del Grano (Lughnasadh), primo di agosto, tra il solstizio d’estate e l‘equinozio d’autunno;
4) Festa dell’Oscurità (Samhain, o dei Defunti), primo di novembre, tra l’equinozio d’autunno e il solstizio d’inverno.
Di queste feste ci sono abbastanza note quella della Candelora e dei Defunti, mentre ci rimangono pressocché sconosciute quelle del primo di maggio (la cui eco rimane nell’attuale Festa del Lavoro) e il primo di agosto, che rimane sullo sfondo spostandosi verso San Lorenzo.
Immaginando quindi il cerchio dell’anno, lo possiamo vedere diviso in otto parti, otto passaggi della Luce, che cresce e decresce portando con sé i segreti del nostro mondo interiore.
È importante oggi recuperarne il significato dalle antiche tradizioni e ricondurle al nostro tempo, perché esse sono in grado di risvegliare delle forze assopite nella nostra anima, la quale sempre percepisce velatamente questi passaggi.
Il primo di agosto ricorre quindi la Festa del Grano. Presso i Celti era la festa del dio Lughnasadh, il cui nome è probabilmente derivato da Lux, termine latino che significa Luce. Infatti, da questo momento la luce solare tende a decrescere con una certa rapidità, e il calore, che in questi giorni arriva alla culminazione, inizierà pure a diminuire.
Questa festa probabilmente è stata dimenticata dalla nostra cultura, perché è immersa nel clima di vacanza e di spensieratezza che l’estate ci porta. Ma questo non può impedirci di notare che il giorno s’accorcia, che le stelle cadenti cominciano ad inondare il cielo notturno mostrandoci visibilmente dal cosmo quali sono le forze che, similmente al ferro meteoritico, dobbiamo sviluppare dentro di noi. Tali forze legate al ferro, ossia al coraggio, fanno sì che i processi di interiorizzazione che iniziano a spostarsi dallo spazio esterno verso l’anima nostra, in accordo con l’anima della Terra, non abbiano a trovarci impreparati.
Tale momento, infatti, se non è colto in modo armonioso, è spesso causa di quella malinconia che ci coglie verso fine agosto, perché il sentire intimo non si è collegato con la natura della trasformazione solare e terrestre.
La Festa del Grano parla della fine delle fatiche del lavoro agricolo, della gioia del raccolto e del piacere del riposo. Da questo momento si arresta la vita vegetativa. E ci troviamo infatti a sei mesi esatti dalla Candelora, dal momento in cui le forze cosmiche, risalendo dalle profondità della Terra, portano al risveglio del mondo vegetale. Ora siamo invece alla sua fine. I cieli sono azzurri e la luce è ancora forte, viaggi e vacanze a volte ci impediscono di partecipare a quella prima intimità dell’anima che prelude l’autunno e che parla di un primo sentimento di decadimento e di morte.
Come tutte le feste della Luce, anche questa può essere celebrata accendendo fuochi, benedicendo il grano, il pane, i frutti che la Terra dona generosamente. Si possono intonare canti, danzare, ringraziare, intrecciare corone di spighe e conservarle per tutto l’anno come segno di prosperità e come riconoscenza alla Madre Terra.
Recuperare la dimensione sacra di queste festività è quanto mai importante ai nostri giorni. Ricordiamo che tali festività hanno radici nei tempi antichi in cui gli Iniziati erano a contatto con gli Esseri del mondo spirituale. Essi ci hanno trasmesso i misteri che uniscono la vita dell’uomo alla vita del cosmo, misteri che le nostre chiese hanno quasi totalmente abbandonato, lasciando che l’aspetto esteriore ed eccessivamente razionale della vita prendesse il sopravvento. Il primo di maggio, ad esempio, è diventato la Festa del Lavoro e non più la dolce festa dell’amore che nasce tra i giovani e che feconda la vita. Il primo agosto è stato quasi totalmente dimenticato. Di esso rimane soltanto un’eco a San Lorenzo e al suo richiamo alle meteoriti.

Nei giorni che stiamo attualmente vivendo, così colmi di tensione e insieme così preziosi per il futuro dell’umanità intera, accanto alle nostre manifestazioni, ai nostri turbamenti, alle nostre preghiere e alle nostre vacanze, mettiamoci anche qualche pensiero meditativo per questa festa dimenticata, dove la Terra inizia il suo riposo e il Sole l’accompagna dolcemente addormentandosi nel suo grembo, ogni sera sempre più presto, guidandoci piano piano verso la Luce misteriosa che da oggi inizia a fiorire sempre più dentro l’Anima.

SAN GIOVANNI E IL SOLSTIZIO D’ESTATE

Il trionfo della Luce, l’offerta della Terra al Sole, l’anima umana si apre al cosmo.

Tra le infinite magiche cose donateci da Rudolf Steiner vi è quella della relazione tra la luce delle lucciole e le immagini della Terra nei giorni di San Giovanni.

Egli dice che le lucciole accendono le loro piccole luci nei campi di grano nelle notti d’estate, per ricordare agli uomini come appare la Terra agli Esseri che la osservano dalle lontananze cosmiche nei giorni del solstizio: una luce che s’accende nel cosmo. E come la Terra, anche gli uomini si “accendono” e risplendono nello spazio.

La festa di San Giovanni ricorre il 24 di giugno, nei giorni in cui, nell’emisfero nord della Terra, si celebra l’inizio dell’estate e il trionfo della Luce. San Giovanni nacque dunque nel tempo polare al Natale, esattamente sei mesi dopo. A Natale si celebra la nascita di Gesù, l’Anima Purissima che attraverso il battesimo di Giovanni, avrebbe accolto in sé il Cristo. Il 24 giugno si celebra la nascita di Giovanni, di colui che si sarebbe fatto tramite per il Cristo, per l’Essere dell’Amore, di quell’Amore la cui manifestazione visibile è intessuta nella Luce.  

Quelle stesse forze di Luce che nel tempo del Natale, nel solstizio d’inverno, raggiungevano la massima interiorità nel grembo della Terra e all’interno della nostra anima, e che sono poi risalite durante la primavera, ora raggiungono la massima potenza all’esterno.

Le notti si sono fatte sempre più brevi e i giorni sempre più lunghi; la Luce Solare, nella sua relazione con il Cristo-Sole e quindi con la nostra Coscienza, è ora alla sua massima espressione. Così come la Luce, anche la nostra Coscienza si espande verso le altezze, portando con sé i doni maturati nei mesi freddi, fecondati nell’anima durante l’oscuro inverno.

Luce interiore è quella del Natale, luce cosmica quella di San Giovanni. I semi deposti a Natale dall’Arcangelo Gabriele nell’interiorità dell’uomo, ora iniziano a dare i loro frutti, mentre i doni dell’estate, portati dall’Arcangelo Uriele, ci verranno poi restituiti a Natale.

Gabriele è l’Angelo dell’Annunciazione, egli è tenero e materno e custodisce nella nostra Anima le forze fecondanti della Luce interiore durante il periodo invernale, per restituircele in estate. Uriele, nel cui nome vi è la radice Ur (Luce Originaria), ha invece uno sguardo severo, ammonisce a non disperdere la nostra Coscienza nell’abbagliante estate, ma a rimanere radicati in noi stessi, in quel mistero che Giovanni Battista portò con la sua venuta. Egli, attraverso il battesimo di Gesù, si fece tramite tra il Padre e la Madre, tra il Padre Cielo e la Madre Terra. Egli fu il tramite affinché il Cristo si unisse all’uomo, affinché il Cielo si unisse alla Terra.

Padre, Madre e Figlio, l’immagine della Trinità è quanto viene evocato nella festa di San Giovanni. È la celebrazione di un’immagine dove vediamo la Terra inondarsi delle forze del Cielo.

In una grande alchimia cosmica, le forze argentee della Terra salgono verso il Cielo e vengono intessute dal Sole di uno splendore d’oro, che viene poi nuovamente consegnato alla Terra. La Terra “espira” quanto ha inspirato nei mesi bui, e questo avviene anche per la nostra Anima. Anche noi, nei nostri corpi sottili, diventiamo in estate degli esseri risplendenti.

Il termine solstizio deriva dal latino sol stat, e sta a significare la sosta del sole, poiché sembra che il sole si fermi in quei giorni, in quella sua massima altezza, prima di cedere alla discesa. Nel linguaggio celtico attuale il solstizio viene chiamato Alban Heruin, ossia Luce della riva,[1] poiché è come se ci fosse una “riva”, o linea di confine tra il salire e il decrescere della luce.

Il solstizio d’estate, infatti, mentre porta il Sole in culminazione, ci ricorda che da quel momento la forza-giorno comincia a cedere il passo alla forza-notte. La luce solare del giorno incontra la luce lunare della notte. Come a Natale, quando nel culmine delle tenebre comincia la risalita del Sole, ora inizia lo stesso processo invertito. Il Sole entra nel segno del Cancro, il segno della grande maternità cosmica, governato dall’astro lunare. Durante il solstizio, Sole e Luna s’incontrano, si scambiano le forze fino a quando le ritroveranno sei mesi dopo.

Questo dialogo tra opposti ci racconta che niente nella vita è statico, che quando abbiamo raggiunto il massimo della salita inizia il declino, e dal massimo declino inizia la salita, così come nel culmine della tristezza possiamo preparaci ad incontrare la gioia e nel culmine della gioia l’inizio di una nuova discesa.

Nei giorni solstiziali, dal 21 al 24 giugno, nell’eccitante luminosità e nel calore dell’inizio estate, è importante celebrare questo insegnamento, non dimenticare lo sguardo severo di Uriele, sapere che mentre celebriamo la gioia della potenza del Sole si sta già preparando il suo allontanamento.

Come tutti i giorni che segnano una “riva”, un momento di passaggio, anche questi sono carichi di particolari forze mistiche e curative. Alla rugiada di San Giovanni si attribuisce il potere di migliorare la vista, far crescere i capelli, ringiovanire la pelle ed anche rendere fertili le donne sterili.

L’iperico, detto anche “erba di San Giovanni”, dal bel fiore giallo a forma di stella, è l’erba della felicità. Usato come antidepressivo, può aiutare a guarire dalla malinconia, ma anche da diverse malattie. Il suo nome, Hyperikon, significa “proteggere”. A questa pianta infatti era anticamente attribuito il potere di proteggere da entità negative.

Anche la quercia è una pianta che ha una relazione con il solstizio. Essa infatti fiorisce in questi giorni e segna proprio il passaggio della Luce, da crescente a calante. Il suo legno veniva usato per accendere i falò nella notte di San Giovanni. La forza enorme con la quale questa pianta s’inserisce nella vita, racconta di quanto è forte la vita solare in questo momento.

È importante godere del calore estivo che arriva, sentire la pienezza del cuore, gioire con il rigoglio della verdeggiante natura, abbracciare nuove forme di un più dilatato amore, che si riveleranno preziose nei periodi freddi, quando non saremo così “amati” dal Sole. Si può celebrare tutto questo attraverso musiche e danze, accendendo fuochi, simbolo del Sole, durante la notte, e benedicendo l’acqua, simbolo della Luna e della Terra. Si può anche meditare insieme su Madre Terra, sulla sua incondizionata offerta al Sole, affinché anche la nostra Anima possa vivere la stessa offerta, porgendo i valori e la capacità acquisite, immergendosi nella potente Luce senza smarrire se stessa, ma vivendone consapevolmente tutta l’aurea bontà e bellezza.

“Lo splendore lucente del creato

dal profondo del cuore mi costringe

a dar libero volo

della mia vita alle forze divine;

a abbandonar me stesso

e pur fidente a ricercarmi

nella luce e nel calore del mondo”.[2]

[1] Roberto Fattore, “Feste Pagane”, Macro Edizioni.

[2] Rudolf Steiner, “Calendario dell’Anima”, editrice Antroposofica

 

Chi sono i “no vax”?

Chi sono queste persone che si oppongono ai vaccini e in modo particolare a quest’ultimo vaccino (che sappiamo non essere un vaccino, bensì una terapia genica sperimentale), definiti “no vax” – nome imposto loro come uno stigma, pari a quello di negazionisti, complottisti, estremisti, terroristi e di molto altro ancora – chi sono in realtà? Cosa c’è nella loro personalità che si oppone a quanto la maggioranza della gente accetta come “bene”?

Alcuni eminenti studiosi della “scienza ufficiale”, hanno pensato che forse sia il caso di studiare questi casi umani così “strani”, proponendo di sottoporli a vari test psicologici per verificare il loro livello d’intelligenza e di salute mentale. Costoro ebbero pure a dire: “eppure qualche “no vax” sembrerebbe intelligente!”

Allora, poiché un po’ me ne intendo, in quanto sono del mestiere, provo ad analizzare chi sono questi “no vax”, questi fautori del male per cui, secondo il dottor Bassetti, e non solo lui, andrebbero condannati come i terroristi degli anni ’70.

Sono diverse le ragioni che portano una persona a scegliere di non vaccinarsi o di non far vaccinare i propri figli. Queste persone tuttavia non si oppongono a chi sceglie liberamente di farsi somministrare un vaccino. Non fanno terrorismo, non minacciano, non ricattano. Loro semplicemente chiedono la libertà di decidere per la propria salute, ben consapevoli che la loro scelta non nuoce a nessuno.

Per come ho potuto vedere, posso individuare cinque fondamentali ragioni per rifiutare i vaccini e quindi cinque tipologie di persone:

  1. coloro che hanno avuto figli, parenti o conoscenti danneggiati dal vaccino;
  2. coloro che avendo come medico di riferimento un professionista coscienzioso e mentalmente aperto, li ha messi in guardia rispetto alle reazioni avverse dei vaccini e delle sostanze di cui sono composti, oltre che agli interessi delle case farmaceutiche che ci sono a monte;
  3. coloro che conoscono i rapporti sottili tra mente e corpo e sanno che impedendo a una malattia di manifestarsi si crea il necessario presupposto perché se ne produca un’altra;
  4. coloro che per ragioni etiche non possono accettare che venga loro inoculata una sostanza derivata da feti umani abortiti vivi e da varie sperimentazioni condotte con crudeltà sugli animali;
  5. coloro che per propria sofferenza, conoscenza, coscienza, e profonda intuizione hanno compreso come il vaccino non interferisca soltanto con la salute del corpo, portando stimolazioni inopportune al sistema immunitario, ma soprattutto con quelle dell’anima e dello spirito, compromettendo la forza spirituale di cui un essere umano è normalmente dotato, ostacolando lo sviluppo della sua individualità e della relazione che il principio individuale dell’essere ha con l’Essere Universale.

Poi ci possono essere anche ragioni minori. A volte la paura del vaccino supera la paura della malattia, pertanto può essere che si verifichi una scelta basata più sulla paura che sulla consapevolezza.

Tuttavia, è possibile con sicurezza affermare che la maggior parte dei “no vax” ha un livello di coscienza più elevato della spiccia psicologia delle masse, e che se anche per alcuni la prima motivazione sorge dalla paura, facilmente poi la loro scelta s’innalza alla comprensione di quanto vi è di più elevato nell’essere umano.

Ora stanno subendo qualcosa che è ancora più grave di quanto s’era verificato nel 2017 con la legge Lorenzin. Si sta verificando verso di loro un attacco da parte del mainstream senza precedenti, attraverso offese, derisione, disprezzo, menzogne sul loro senso d’identità, per cui vengono definiti dementi, somari, psicotici, psicopatici, assassini, retrogradi, visionari….

Ora c’è da chiedersi perché. Perché questa rabbia isterica e razzista verso chi manifesta un pensiero diverso, una visione della salute che nulla toglie alla libertà degli altri, dal momento che gli altri saranno vaccinati e quindi fuori da ogni pericolo, secondo la logica del loro stesso pensiero? Perché?

L’apparente lotta sul piano di salute e malattia in realtà si svolge sul piano ben più sottile della Tenebra e della Luce. Se i fanatici sostenitori dei vaccini fossero persone “buone” come fanno intendere di essere, lascerebbero la libertà a coloro che nulla fanno di male a nessuno, fuorché eventualmente a loro stessi (ammesso che non vaccinarsi sia un male), e non li rinchiuderebbero in prigione o li ammazzerebbero, come si è sentito dire.

Chi sono i “no vax”?

Sono persone che non hanno smarrito la capacità di pensare, persone la cui anima ha preservato le ali della libertà, persone che spesso si ritirano nel silenzio del loro cuore e meditano per coloro la cui coscienza si è rattrappita nella freddezza di una logica spietata, materialistica, agnostica, egocentrica e immatura. Sono persone buone, che rispettano chi non la pensa come loro, che non vanno in Tv per offendere o ferire, ma soltanto per spiegare ed aiutare, cose queste che non vengono MAI consentite loro.

Il feroce programma dei Poteri Oscuri di portare l’umanità al pensiero unico e di togliere quindi forze all’anima e allo spirito individuale, è ora perseguito attraverso la brutale mutilazione che viene inferta ai bambini e agli adolescenti paralizzando loro il movimento, il sentimento e il pensiero; e attraverso il progetto della prossima vaccinazione che li allontanerà, forse irreversibilmente, dal nucleo del proprio Sé.

Tale progetto demoniaco è quanto molti tra i “no vax” hanno compreso profondamente e lavorano nel loro intimo mandando Luce a chi nulla sa di cos’è la Luce.

Se si può obiettare che qualcuno di loro ha gridato a voce alta durante qualche manifestazione, ebbene sì, qualche volta è accaduto. E’ accaduto perché chi ha avuto un figlio danneggiato per sempre da un vaccino ha il diritto di gridare la sua disperazione e la sua rabbia, ha il diritto di farsi sentire con forza per aiutare gli altri a non cadere nella stessa trappola.

Ricordiamo che Gesù ha detto che la Verità deve essere gridata dai tetti, e coloro che hanno compreso tutto il dramma di questa verità non possono non parlare.

Tuttavia, la maggior parte dei “no vax” vive la propria vita nella mitezza, nell’umiltà, nella compassione e nel perdono. Sente con cuore calmo una Voce Superiore dentro di sé e vi si affida con consapevole devozione. Se può aiutare qualcuno a comprendere il danno fisico e spirituale insito nelle vaccinazioni, lo fa con delicatezza. E se non può cerca di pregare affinché la Luce che sale dal cuore dell’uomo durante una preghiera si congiunga al cuore degli Esseri Superiori e possa essere per loro un richiamo, affinché guardino verso questo nostro travagliato pianeta e scendano ad arginare la terribile dittatura che stiamo vivendo, portandovi impulsi di verità e risvegliando coloro che ingenuamente credono che il vaccino, la mascherina, il distanziamento e l’isolamento salverà loro la vita.

I “no vax” sanno che la Vita appartiene a Colui che sta Lassù e non c’è vaccino o farmaco che possa guarire ciò che Lui ha voluto, così come sanno che non c’è virus che faccia ammalare chi non ha bisogno di quella malattia per la propria evoluzione.

I “no vax” sono coloro che dedicano gran parte della loro vita interiore e della loro vita sociale al bene di quell’umanità smarrita e ipnotizzata dall’inganno che le forze della Tenebra hanno architettato con tanta abilità.

I “no vax” sono coloro che hanno preservato il collegamento tra i due emisferi cerebrali, tra l’intelletto e l’intuizione, e che pertanto non vivono la dissociazione psicotica di cui è vittima oggi la maggior parte dell’umanità.

I “no vax” hanno una mente che si eleva alla coscienza, superando la rigida barriera della razionalità fredda e crudele; sono coloro, che qualora si fermassero anche alla semplice razionalità, la mantengono “sanamente logica”, senza le enormi contraddizioni e i buchi neri del pensiero della cosiddetta “scienza” odierna.

I “no vax” accettano con umiltà le ingiurie e le calunnie, perché nella vita della loro anima brilla la strada difficile che conduce allo Spirito e loro vi si dedicano impegnandosi nell’autoconoscenza e nell’accettazione della sofferenza.

I “no vax” sono coloro che seminano in silenzio i semi di ciò che è eterno e attendono pazientemente il tempo della raccolta.

A voi, “pro vax” del mainstream, voi che volete sottomettere l’umanità alle morte leggi della materia, voi medici traditori del giuramento di Ippocrate, voi giornalisti, governanti, pseudo-scienziati, politici, ecclesiasti e papi… vorrei dire di avere un po’ di rispetto per questi poveri “no vax” che tra un po’ moriranno tutti di Covid (secondo le vostre idee!) Lasciateli in pace.

Ma in realtà voi non potete lasciarli in pace, perché la loro morte non vi darebbe soddisfazione. Nel lugubre grigiore di ciò che resta della vostra povera anima, voi sapete bene che non moriranno e che la loro salute farà fallire tutta la vostra opera.

Voi sapete bene che loro non moriranno perché sono avvolti nella Luce e non si sono sottomessi alla paura. Ed è proprio questa Luce che voi temete tanto; non i loro ideali, non il loro coraggio, non il loro impegno visibile o invisibile. Vi disturba la Luce, perché sempre ai dèmoni la Luce dà fastidio. Ebbene rassegnatevi. Avete perso. La Luce crescerà e per voi sarà sempre più terribile poterla sopportare. Alla fine, trafiggerà la vostra anima o quel poco che di essa vi è ancora rimasto.

In quell’ora, dove davanti alle conseguenze orribili del più grande crimine che sia mai stato perpetuato nell’umanità intera, in quell’ora in cui  nessun Dio potrà allungarvi la mano, probabilmente saranno proprio loro quelli che avranno la forza e la bontà di perdonarvi; saranno loro che vi sapranno donare quell’amore che non avete mai avuto; loro, quelli che odiate, quelli che vorreste distruggere, quelli che con sommo disprezzo avete etichettato come “no vax”.

 

Riporto di seguito le parole profetiche di Rudolf Steiner, scritte esattamente 100 anni prima della legge Lorenzin, e che trovano ora la loro drammatica attuazione.

 

L’ABOLIZIONE DELL’ANIMA TRAMITE LA VACCINAZIONE
di Rudolf Steiner
Prima conferenza Die Spirituellen Hintergründe der äuβeren Welt (La Caduta degli Spiriti delle Tenebre), 7 ottobre 1917; Opera Omnia 177.

Non illudiamoci. Ci troviamo di fronte ad uno sviluppo molto particolare. Come durante quel Concilio a Costantinopoli (869 dopo Cristo – VIII Concilio di Costantinopoli) lo spirito fu abolito, e cioè come si decise dogmaticamente, “L’essere umano consiste solo di corpo e anima, ed è eretico parlare di uno spirito,” allo stesso modo si cercherà in un’altra forma di abolire l’anima, la vita animica. E arriverà il tempo, forse neppure in tempi troppo lontani, dove in un Congresso come quello avvenuto nel 1912, si svilupperà qualcosa di ben diverso, dove emergeranno tendenze ben diverse, dove si dirà, “E’ in effetti una malattia negli esseri umani se pensano prevalentemente allo spirito e all’anima. Sono sani solo quegli esseri umani che parlano prevalentemente solo del corpo.” Verrà visto come un sintomo di malattia se una persona si sviluppa nel senso di poter arrivare al concetto, “Esiste uno spirito o un’anima.”

Queste persone verranno viste come persone malate. E si troverà – di ciò potete esserne assolutamente certi – il farmaco corrispondente con cui agire.

Come a quei tempi si abolì lo spirito, l’anima verrà abolita tramite un farmaco. Si troverà, in base ad una “sana concezione” un vaccino che agirà sull’organismo possibilmente nell’età più giovane, possibilmente già alla nascita, in modo tale che questo corpo umano non possa arrivare al pensiero, “Esiste un’anima e uno spirito.” 

Le due concezioni del mondo si troveranno quindi una di fronte all’altra nel contrasto più netto. Una cercherà il modo di elaborare concetti e rappresentazioni per essere all’altezza di poter comprendere la realtà dell’anima e dello spirito. L’altra, i seguaci del materialismo moderno, cercheranno il vaccino tramite il quale rendere “sano” il corpo, in altre parole per far sì che questi corpi, tramite la loro costituzione, non parleranno più di tali sciocchezze quali l’anima e lo spirito, ma parleranno in modo “sano” delle forze che agiscono nelle macchine e nella chimica le quali costruiscono, a partire dalla nebulosa cosmica, i pianeti e i soli.

Questo si otterrà tramite procedure corporee.  Si conferirà ai medici materialistici il compito di espellere l’anima dall’umanità.”

 

Pasqua 2021

Cari Amici,

è tornato il tempo pasquale, ma ancora stiamo vivendo in una chiusura interiore ed esteriore, che sembra opporsi al suo stesso significato: primavera, apertura, vita nascente, luna piena, forza solare, limpidi cieli, rinnovamento, resurrezione… Tutto questo e molto altro trova poca espressione nella nostra anima imprigionata nella non libertà, in uno spazio intimo che con fatica partecipa gioiosamente alla grande Rinascita.

E tuttavia, in questa tenebra che avvolge il nostro mondo interiore, in questa oscurità che contrasta con la luce crescente, diventa più che mai vivo il messaggio della Resurrezione.

Ciò che si compì sul Golgota attraversò le fasi del tradimento, del dolore, della morte, della sepoltura e poi culminò con la Resurrezione.

In questi giorni pasquali che si trascorrono nel clima di privazioni e restrizioni, dovrebbe giungere profondamente dall’anima l’anelito alla Resurrezione, la fiducia in ciò che avvenne duemila anni fa e che ogni anno si rinnova. Quest’anno ci chiede ancor più la forza di accettare di essere soli tra i nemici (Giovedì Santo), di essere crocifissi nell’anima (Venerdì Santo), di scendere nella tenebra di noi stessi (Sabato Santo), e infine di risalire rinnovati all’alba del nuovo Sole (Domenica di Pasqua).

Il Sole sta cambiando, la Terra sta cambiando, la Luna e le Stelle stanno cambiando, e tutto il Cosmo accompagna il grande lavoro interiore che ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, sta attuando dentro di sé. Questo grande mutamento celeste porta un grande rinnovamento nel nostro cuore.

Cerchiamo tutti di vivere una Pasqua dove il Cristo-Sole trovi spazi sempre più ampi nel nostro cuore, affinché possiamo affrontare ogni prova con un coraggio che dia l’impulso a pensieri liberi, a sentimenti amorevoli, ad azioni dirette verso le più alte mete morali.

E se cadiamo nello sconforto, ricordiamo che il Cristo Gesù ci ha detto: “Non abbiate paura… io sarò con voi fino alla fine dei tempi”.

Un abbraccio a tutti, soprattutto ai più piccoli, nel cui cuore riposano in silenzio i tesori che, attraverso questa grande trasformazione, un giorno doneranno al mondo.

Loretta

Auguri di una serena Pasqua di Resurrezione

MARIA MADDALENA: un archetipo, un esempio, una forza per ogni donna di oggi.

Maria Maddalena appare come una complessa ed affascinante figura, molto vicina a ciò che ognuno di noi può sperimentare. Lei rappresenta proprio il cammino dell’Anima dall’Oscurità alla Luce, dalla tenebra dell’istinto-bramosia fino alla completa trasformazione-purificazione.
Fin dai suoi primi contatti con Gesù, lei accetta la trasformazione, lei si serve di quel fuoco che prima nutriva i suoi istinti e lo eleva nel fuoco sacrificale dell’amore.
Lei viveva fuori dalle regole del mondo sociale, di quel mondo cioè che l’avrebbe condannata per la sua condotta. Era in quella “diversità” che possiamo chiamare “peccato”, ma che è solo una forma d’amore capovolto, come uno specchio invertito di ciò che Gesù invece sperimentava nella Luce. C’era quindi una particolare somiglianza tra Maria Maddalena e Gesù, un agire su un piano polare la stessa intensità di vita. Continua a leggere “MARIA MADDALENA: un archetipo, un esempio, una forza per ogni donna di oggi.”